Il tempo – la musica – l’impresa

Il tempo – la musica – l’impresa

Articolo LaVoce
16 giugno 2014

“Il pensiero richiede tempo: la fretta, in questo Paese, si è mangiata il pensiero”: venerdì 13 giugno, nell’Aula Magna della Biblioteca Malatestiana, a Cesena, si è parlato di musica ed economia, in una conversazione tra Pier Luigi Celli, imprenditore e saggista, Riccardo Mercurio, professore ordinario di organizzazione aziendale all’università Federico II di Napoli e Giuseppe Camerlingo, direttore d’orchestra e docente al Conservatorio “B. Maderna” di Cesena. Al tavolo dei relatori, anche la musica di Franz Joseph Haydn, eseguita dal Quartetto Cosarara – Enrico Orlando, Maria Vittoria Verna, Sebastiano Airoldi, Enrico Contini. Il quartetto op. 33 n. 5 di Haydn, ha letteralmente condotto la riflessione attraverso cinque nuclei tematici, cinque parole chiave: ascolto, passione, organizzazione, trasformazione e innovazione. L’evento è stato organizzato dall’Associazione Cosarara, che ha recentemente dato vita a “Le Imprese della Musica”, un progetto di start up che promuove l’imprenditorialità giovanile in campo musicale, insieme a un team formato da quattro giovani under 32 (Annalisa Carnovale, Amalia Costan, Thomas Frani, Valeria Sacco) di provenienza e competenze differenti, che si mettono in gioco per lo stesso obiettivo. Sembrerebbe difficile pensare a delle analogie fra musica e impresa: la musica richiede tempo, lo dilata, in azienda invece conta la velocità, la decisione, la fretta. La fretta che in Italia, a detta di Celli, ha sgretolato la capacità di pensare e guardare lontano. Eppure, se il tempo è oggi sempre più una risorsa di cui fare un uso parsimonioso, le aziende che nel nostro Paese hanno avuto maggior successo sono quelle che hanno saputo valorizzare proprio il tempo e la capacità di ascolto, la passione e la motivazione dei dipendenti. Come esempio, Celli cita proprio il caso Olivetti, una azienda che ha fatto scuola quanto a innovazione, e uno degli esempi più virtuosi dell’imprenditoria italiana. Negli anni d’oro, i dipendenti di Olivetti avevano a disposizione una biblioteca e un auditorium, a dimostrazione del fatto che impresa, musica e cultura non sono in antitesi, ma possono concorrere sinergicamente allo stesso obiettivo. Dopotutto, “fare impresa è come architettare una partitura”, dice Celli, “vuol dire intrecciare diverse linee melodiche in modo che funzionino insieme.” Armonia, nella musica e nell’impresa, significa proprio questo.

lunedì 16 giugno 2014

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