Alla ricerca del futuro

Alla ricerca del futuro

 L’incontro intitolato “Le imprese della musica: musica ed economia in conversazione”, che si è svolto di recente alla Biblioteca Malatestiana, ha avuto il merito, inedito, di mettere a confronto alcuni esperti di vaglia sulla sfida di conciliare due discipline all’apparenza inconciliabili. E’ convinzione comune che musica ed economia appartengano ad ambiti estranei: da un lato, la musica tende a proiettarsi verso orizzonti che richiamano Ia creatività e I’istinto; dall’altro, l’economia viene confinata entro il perimetro concettuale

dei calcoli e della razionalità. Eppure, a ben guardare, il distacco che le separa non è affatto netto: «Per fare musica si richiede una buona dose di ragionamento, e diventa impossibile fare impresa senza passione ed inventiva», ha introdotto Riccardo Mercurio, docente di organizzazione aziendale presso l’Università Federico II di Napoli.

Sulla possibilità di conciliare questi due mondi, rispondendo alla necessità di rendere economicamente valida un’impresa musicale, sono intervenuti atri due relatori d’eccezione: Pier Luigi Celli, imprenditore. saggista, già direttore generale della Rai e dell’Università Luiss Guido Carli di Roma, e Giuseppe Camerlingo, direttore d orchestra e fondatore dell’associazione Cosarara, nonché promotore della start-up, nata lo scorso aprile, “Le Imprese della Musica”, da cui Ia conferenza ha preso il nome. Questa start-up è arrivata tra le 10 idee vincitrici della prima fase del concorso promosso dal Comune di Cesena “Impresa creativa: missione possibile”. «In una fase di decadenza economico-morale come quella attuale, il settore della cultura viene sempre più visto come fertilizzante per rivitalizzare il Paese», ha spiegato Mercurio, il valore del paradigma pensiero-volontà-azione – ha chiarito Camerlingo – trova applicazione tanto nella musica quanto nell’economia». Secondo Celli, gli elementi di analogia più importanti fra fare musica e fare impresa sono «l’ascolto, da cui deriva Ia comprensione singola e globale; la passione, non intesa come passione fredda ma come valore autentico che genera motivazione; I’organizzazione, un insieme armonioso dalla cui scorretta pianificazione scaturisce la dissonanza della struttura di base; la trasformazione e l’innovazione».
L’idea che la cultura possa divenire ragione di impresa con capacità di discernimento, lungimiranza e creatività è il concetto da cui parte il progetto “Le Imprese della Musica”, nato con l’intento di favorire lo sviluppo della cultura musicale attraverso l’interazione con il tessuto economico-sociaÌe di tutto il territorio romagnolo.
«Momenti come questo – ha commentato Christan Castorri, assessore alla Cultura – incrementano la vitalità di Cesena, esaltando un potenziale culturale che è già notevole».

Letizia Pieri
domenica 26 giugno 2014

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