Musica ed economia

Musica ed economia in contatto

“L’arte della conversazione e la capacità di ascolto sono elementi imprescindibili per la gestione di un sistema imprenditoriale. Ma per ascoltare bisogna risuonare ed entrare in una sintonia di pensieri realizzando così un’organizzazione di persone il cui pensiero si insinua nell’altro”. Un linguaggio abituale per l’arte musicale, ma collegato non senza un pizzico di stupore, agli spunti di riflessione riferiti dal noto imprenditore e saggista Pier Luigi Celli per una conversazione di “Musica ed Economia”, che alcuni giorni fa ha coinvolto i presenti nell’aula magna della Biblioteca Malatestiana.

In economia come in musica se non c’è un progetto di base, come è stato puntualizzato, non ci si può intendere, e due mondi che a prima vista sembrerebbero così distanti, si rivelano invece molto vicini ed affini. Grazie anche a questa asscociazione di idee trova spazio il neonato progetto “Le Imprese della Musica”, nato nell’ambito delle attività culturali di Cosarara a cura del maestro Giuseppe Camerlingo, direttore d’orchestra e docente al Conservatorio Maderna, organizzatore e partecipe dell’evento in questione. Infatti quest’idea imprenditoriale che riguarda l’ambito della musica classica o d’arte che dir si voglia, con l’obbiettivo di favorire lo sviluppo e la diffusione della cultura musicale interagendo con il tessuto economico e sociale del territorio romagnolo, ha attualmente ottenuto molta attenzione e un significativo riconoscimento al Concorso di idee Impresa Creativa: missione possibile, indetto dal Comune di Cesena, con un primo posto raggiunto nella graduatoria dei dieci progetti vincitori. Apertura quindi a temi che anche con il contributo dell’economista Riccardo Mercurio, docente all’Università di Napoli, hanno dato la possibilità di indagare sugli aspetti dell’innovazione e della trasformazione, non possibili però senza motivazioni rette da forti passioni, quelle calde e non opache, come ha distinto Celli; queste ultime non legate certamente alla crescita. La stessa passione positiva che ha guidato, interagendo come leitmotiv esemplificativo della conversazione, l’esecuzione intensa e molto applaudita dei componenti del Quartetto d’archi Cosarara (violinisti Enrico Orlando e Maria Vittoria Verna, violista Sebastiano Airoldi, violoncellista Enrico Contini) nella composizione del Quartetto n. 5 dell’opera 33 di F. J. Haydn, tra i più significativi della sua opera. In fondo un progetto molto avanzato di scrittura per quegli anni ottanta del Settecento, innovativo per la future frontiere della musica e che Haydn in un centro isolato e distante dall’élite europea come Esterhàzy, ma alle dipendenze di un sovrano illuminato per le arti e la cultura, fu in grado di creare.

Cledes Moscatelli
venerdì 27 giugno 2014

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