Le fonti su Santa Caterina


Un estratto della conferenza tenuta da Giusi Orazzo il 23 novembre 2016 presso la chiesa di S. Caterina a Formiello in Napoli

“…Le prime fonti scritte che menzionano la Santa sono 2 Passio, di cui una in greco del VI-VII secolo e l’altra dell’XI secolo e la Legenda Aurea del XIII secolo. Le Legendae erano delle brevi storie che narravano le vite dei santi che venivano lette durante le preghiere del Mattutino. Le Passiones erano, invece, amplificazioni romanzate delle Legendae, in cui, spesso, si abbellivano o trasformavano le storie dei santi narrate dalle Legendae… Questi sono i fatti narrati dalle fonti postume di qualche secolo che presentano molte similitudini e analogie con la storia e la figura della filosofa pagana Ipazia, nata ad Alessandria tra il 355 e il 370, figlia di Teone, e iniziata da quest’ultimo allo studio della matematica, dell’astronomia e della geometria. Diverse fonti ci testimoniano della vita di questa filosofa – tra le altre ricordiamo: Socrate Scolastico, Giovanni di Nikiu, Damascio e le Lelletere che Ipazia stessa scrisse al suo discepolo Sinesio di Cirene. Le testimonianze ci dicono che Ipazia divenne in poco tempo una donna molto colta e una filosofa eccellente, tale da sostituire probabilmente il padre nell’insegnamento della matematica, geometria e astronomia al Museo di Alessandria. Anch’ella avvenente, intelligente e famosa presso i suoi contemporanei fu però travolta da una morte tragica e violenta. Ipazia era una pagana che aveva buoni rapporti coi cristiani ed anzi, molto stimata anche dai vertici della gerarchia ecclesiastica di Alessandria d’Egitto. Nonostante la stima di cui godeva presso i cristiani fu uccisa nel marzo del 415 probabilmente da cristiani parabolani o da monaci parabolani – che si dedicavano alla cura dei malati – durante alcuni tumulti avvenuti in città. Fu denudata – probabilmente a significare una parodia del rito battesimale – e scarnificata con dei cocci o delle conchiglie. Il suo corpo fu poi fatto a pezzi e bruciato insieme alle sue opere di cui, per questo motivo, non ci è pervenuta traccia. Alcuni hanno ravvisato nella figura di Santa Caterina quella della filosofa pagana Ipazia. Entrambe le figure sono diventate il simbolo dell’indipendenza e dell’autonomia femminile, l’una, Santa Caterina in campo religioso cristiano, l’altra, Ipazia, nel campo laico e anticristiano. Difficile quali elementi della vita dell’una siano poi confluiti nella biografia dell’altra e viceversa. Neiprimi secoli non era d’uso presso i cristiani scrivere le biografie dei santi. Le prime biografie compaiono soltanto intorno al V-Vi secolo. Di difficile comprensione diventano anche le due uccisioni, il martirio di Santa Caterina da un lato e l’assassinio di Ipazia dall’altro, se non contestualizziamo le vicende nella storia della città di Alessandria.”

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